Dietro le quinte

Perché ho scelto Firenze, Venezia e Roma

Tre città, tre atti della stessa storia d'amore.

Roma, una delle ambientazioni di Cuori Imperfetti

Quando ho iniziato a scrivere Cuori Imperfetti, sapevo una cosa con certezza: Elena e Lorenzo non potevano restare fermi in un solo posto. La loro storia parla di persone che si proteggono, che fuggono da ciò che le spaventa e che, piano piano, imparano a restare. Mi serviva un viaggio che raccontasse esattamente questo movimento — ed è così che sono arrivato a Firenze, Venezia e Roma.

Firenze è la città in cui tutto comincia: quella in cui Elena crede di poter restaurare non solo un affresco, ma anche se stessa. È una città fatta di superfici — palazzi, ponti, botteghe — sotto le quali però si nasconde sempre qualcosa di più antico e più fragile. Mi sembrava il punto di partenza perfetto per una storia che parla di ciò che teniamo nascosto.

"Ogni città custodisce un pezzo del passato dei miei personaggi — e ogni incontro può cambiare per sempre il loro destino."

Venezia arriva nel secondo volume come una città sospesa, avvolta dalla nebbia, dove i confini tra verità e menzogna si fanno più sottili. Volevo un luogo che sembrasse cambiare forma a seconda di chi lo guarda — proprio come i segreti che Elena e Lorenzo si trovano ad affrontare a Palazzo Contarini.

E infine Roma, la città in cui tutto deve trovare una direzione. Roma è stratificata, costruita su se stessa nei secoli: mi sembrava il luogo giusto per un finale in cui il passato e il presente dei protagonisti devono finalmente incontrarsi, senza più nascondersi.

Non ho scelto queste città solo per la loro bellezza — anche se, va detto, aiuta molto a scrivere scene romantiche quando lo sfondo è già di per sé così evocativo. Le ho scelte perché ognuna di loro somiglia a una fase diversa dell'innamorarsi: la scoperta, il dubbio, la scelta di restare. Spero che leggendo la trilogia possiate sentire anche voi questo viaggio, città dopo città.

Scopri la trilogia Cuori Imperfetti