Perché Elena e Lorenzo sbagliano, si proteggono e a volte si allontanano — e perché li amiamo comunque.

Mi viene chiesto spesso perché ho intitolato la serie Cuori Imperfetti. La risposta è semplice: non credo nei protagonisti che fanno sempre la scelta giusta. Non credo nemmeno che siano interessanti da leggere. Le storie che mi restano addosso — quelle che rileggo, quelle che consiglio — sono sempre quelle in cui i personaggi sbagliano prima di capire, si proteggono prima di fidarsi, si allontanano prima di trovare il coraggio di restare.
Elena, per esempio, non è una protagonista che si apre facilmente. Ha imparato, prima ancora che iniziasse la storia, a non fidarsi delle promesse. Ogni sua difesa ha un motivo, ed è proprio per questo che quando comincia ad abbassarle, quel gesto pesa così tanto. Non volevo scrivere una donna che si innamora e basta: volevo scrivere una donna che decide, consapevolmente, di rischiare di nuovo.
"I protagonisti dei miei romanzi non sono eroi perfetti. Sono uomini e donne che sbagliano, si allontanano, si proteggono e, quando meno se lo aspettano, trovano il coraggio di ricominciare."
Lorenzo, dall'altra parte, non è il classico protagonista romance che sfonda ogni porta chiusa. È paziente, a volte fin troppo silenzioso, e proprio questa pazienza nasconde le sue paure quanto quelle di Elena. Anche lui protegge — a volte le persone a cui tiene, a volte se stesso — e questo lo rende, spero, più vero.
Scrivere personaggi imperfetti significa accettare che i lettori possano, in certi momenti, essere frustrati da loro. Va bene così. Preferisco un personaggio che sbaglia in modo comprensibile a uno che è perfetto in modo irreale. È in quegli errori, in quelle difese alzate troppo a lungo, che secondo me si nasconde la parte più onesta di una storia d'amore: non il momento in cui tutto è facile, ma quello in cui, nonostante tutto, si sceglie comunque di restare.